Ci sono chitarristi che hanno bisogno di versatilità estrema, chitarre con pick up splittabili, ampli butterati di switch, macchine digitali con capacità di calcolo da Mainframe, piene fino all’orlo di suoni che comunque non saranno mai abbastanza. Poi ci sono quelli per cui una manopola va bene ma due sono già troppo. Non sono pigri, hanno una cosa in testa e vogliono un suono solo: il loro suono. Per raggiungerlo cercano sempre la via più immediata ed affidabile, senza inutili complicazioni, sistemi operativi che si bloccano o ore di navigazione in pagine di menù di sottomenù, abituati come sono ai pochi, rassicuranti, controlli degli ampli.
In un mondo sempre più rivolto al digitale enciclopedico, il caro vecchio Carl Martin risale la corrente, andando in decisa controtendenza, e presenta al mercato la sua ultima, analogicissima creazione.