Il plettro è saldo fra pollice e indice della mano destra e si abbatte implacabile sull’accordo di RE aperto sapientemente rubato ad Angus, da qui in poi è elettricità dentro ad un circuito che finisce per squassare le membrane dei coni. L’aria si sposta nello spazio, si intrufola nei padiglioni auricolari e interferisce col timpano, capace di tradurla in segnali chimici leggibili dal cervello che rilascia endorfine e io, senza mezzi termini, GODO! Questo è quanto succede al Nerd medio quando si trova al cospetto di Sua Britannica Maestà: la Plexi, capace di far innamorare di sé i cuori più duri e impenetrabili alla prima pennata. Ma non tutti hanno avuto la fortuna di sperimentare un ulteriore livello di magia, la pozione definitiva di Mago Nerdlino per il dominio assoluto del Reame del Tono. Gli ingredienti sono soltanto due: la suddetta Plexi, boostata come si deve dal maleducatissimo Dallas Rangemaster, treble booster in grado di tirare fuori dalla Bionda tutta l’aggressività e la brillantezza di cui è capace. Non c’è scampo, il rock scaturirà dalle tue mani e tu non avrai il minimo controllo della cosa, con la sola possibilità di muovere avanti e indietro la capoccia tenendo il ritmo.
Questa la saga epica che ci piace pensare sia passata nella mente del Plexi-maniac Danese Carl Martin, nel momento in cui ha realizzato l’urgenza di dover creare il Plexiranger: non soltanto un pedale, ma un vero e proprio ampli… anzi, l’Ampli con la maiuscola iniziale! E lo ha creato mettendo in tasca al musicista il tono leggendario della Plexi col Rangemaster davanti, un sound che abbiamo nelle orecchie sin da ragazzini, con i dischi degli artisti che tutti idolatriamo. Due pedali indipendenti dentro un'unica, pratica scocca, con sei potenziometri e un toggle dedicati alla cesellatura millimetrica del suono, per regalare al tuo cervello quell’esperienza mistico-religiosa che ci si aspetta al solo pronunciare la parola “Plexi”!