Si potrebbe parlare dell’istrionico Mike Matthews, tastierista ed ingegnere elettronico catapultato nell’uragano Electro Harmonix dalle proprie idee, più che dalla pura vision imprenditoriale. Potremmo discutere per ore di versioni, annate, componentistica, luoghi di produzione e chi più ne ha più ne metta. Partire magari da Gilmour, da Santana o da Hendrix, fino ad arrivare al Grunge e ai Muse.
Ogni Pedal Nerd che si rispetti ha il proprio modo di raccontare il Big Muff, uno di quei quattro cinque pedali il cui nome fa sempre rima con “storia”, e il Gran Visir dei super-nerd di oltre oceano Josh Scott lo fa come gli riesce meglio: realizzando con la sua JHS Pedals l’enciclopedia definitiva del Big Muff, il Muffuletta.
Non chiamatelo pedale, il Muffuletta (lasciatemelo dire: in americano sta parola suonerà pure bene, ma in italiano è terribbbile!) è un vero e proprio Bignami di storia. Un’antologia del meglio dei suoni del fuzz più famoso al mondo, a partire da fine ’60 del secolo scorso fino ai giorni nostri, con i circuiti originali fedelmente riprodotti e ingegnerizzati per stare dentro ad un unico, compatto chassis. E’ un viaggio alla scoperta di un sound che si è evoluto nell’arco di 50 anni, senza perdere nemmeno un’ombra del proprio smalto iniziale, ma rimanendo sempre saldo nelle pedaliere dei musicisti di qualunque stile ed estrazione col suo sustain tipico e l’approccio ruvido e radicale, fondamentalmente scorretto.
Se mai Marzullo dovesse chiedervi perché scegliere un Big Muff quando puoi averli tutti? Rispondetegli soltanto ‘Muffuletta’, lui capirà!