SCHECTER DEMON SERIES

Certe chitarre costano tanto e suonano come dovrebbero. Altre costano poco e si sente. La Demon Series di Schecter appartiene a una terza categoria, quella più rara e interessante: strumenti che si collocano in una fascia di prezzo ragionevole ma che suonano e si comportano come se si fossero dimenticati del proprio prezzo. Una linea costruita come si deve, con specifiche tecniche serie e un'identità estetica precisa, pensata per chi vuole un'arma da palco vera senza dover vendere l’argenteria di casa.

La base costruttiva è solida e coerente su tutta la gamma: corpo in tiglio, manico bolt-on in acero dal profilo Thin C, tastiera in wenge con 24 tasti X-jumbo. Il profilo del manico è uno di quei dettagli che si apprezzano davvero solo suonando: scorre sotto le dita con una fluidità che invita a correre, e il wenge risponde con una precisione asciutta, senza cedimenti. Il radius è generoso, dai 14" delle sei corde fino ai 16" della otto corde, il che si traduce in bend sicuri e un'intonazione che rimane esattamente dove deve, anche dopo ore di maltrattamenti col Floyd. Tutto il resto obbedisce all’imperativo stilistico di Addamsiana memoria “Black is the new Black”: hardware black chrome, il capotasto Graph Tech XL Black Tusq e finitura Aged Black Satin con segnatasti Gothic Cross. Un'estetica coerente, maligna e volutamente severa, che non ha bisogno di strizzare l’occhio a nessuna moda e non ha paura di prendersi il proprio posto sotto i riflettori.

L’elettronica è affidata ai pickup Schecter Diamond Active HB-105S, due humbucker attivi alimentati a 9V: risposta immediata, sustain importante, segnale pulito e definito che regge qualsiasi quantità di guadagno senza perdere intellegibilità. Al ponte il suono ha quel bite e quella presenza in alta frequenza che valorizza solismi e ritmiche metal da sempre, mentre al manico il carattere si fa più morbido e corposo, con una gravità che richiama certi riff doom di grande lignaggio e il blues più feroce. Agendo sul controllo di tono si aprono sfumature più calde, mentre il pot del volume porta ad un clean che si rivela sorprendentemente articolato e vibrante.

La Demon Series declina questa formula in un numero di varianti ampio e ben ragionato. Le chitarre standard da 6 e 7 corde montano un ponte Tune-o-matic con corde passanti, solido e privo di complicazioni. Mentre se quello che serve è un ponte mobile come si deve, sono disponibili i modelli FR, equipaggiati con il Floyd Rose Special Hot Rod: stabilità totale anche durante i dive-bomb più irragionevoli. I modelli FR-S aggiungono al Floyd Rose il sistema Sustainiac, celebre pickup al manico capace di alimentare le corde con vibrazione continua, generando un sustain infinito e controllato, armonici naturali e texture quasi "e-bowizzate": uno strumento prezioso in studio quanto sul palco, particolarmente amato dai chitarristi più inclini ai paesaggi sonori meno convenzionali.

Per chi invece cerca il registro più grave e pesante, la Demon-8 porta la scala a 28 pollici e aggiunge basse frequenze, aprendo scenari ritmici e armonici da cui è difficile tornare indietro. A completare il quadro degli shape, il modello Demon S II si distingue dalle sorelle: mentre tutto il resto della gamma adotta il classico C1, shape strat-style di casa Schecter, la S II porta in tavola la silhouette S, interpretazione arrabbiata di casa Schecter della forma SG. Infine, diversi modelli della serie sono disponibili in versione lefty, una scelta che Schecter fa con naturalezza là dove molti produttori si dimenticano che anche i mancini suonano metallo pesante.

Le Demon Series sono già disponibili presso i rivenditori italiani autorizzati, pronte a essere indossate come un abito di scena, suonate e portate a casa. Andate dal vostro dealer Schecter di fiducia, chiedete di imbracciarne una e attaccatela all'ampli: ci sono domande a cui solo il suono sa rispondere, e la Demon Series ha risposte che meritano di essere ascoltate a volume alto. Molto alto.

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