KEELEY RK2000 FUNK SIREN DELAY

Ti è già capitato di inseguire quel particolare suono d’ambiente ruvido, sporco, lievemente inesatto e fuori controllo? Allora il nome DM2000 probabilmente ti dice qualcosa. Se invece non ti dice niente stai per scoprire perché Robert Keeley ha deciso di trasformare un rack del 1983 in uno dei pedali più attesi degli ultimi anni.

Il DM2000 era un delay a rack, uscito in un'epoca in cui il digitale muoveva i primi passi con tutta la spavalderia di chi sa di essere sul punto di riscrivere le regole. La stampa specializzata dell'epoca lo definì, senza mezzi termini, l'unità più sovra-ingegnerizzata del suo tempo. Un complimento, a pensarci bene. Quelle circuiterie elaborate, quell'architettura a 12 bit con la sua grana caratteristica, quella modulazione capace di passare dal tremore appena percettibile al vero e proprio "strappamento di nastro" da mangianastri impazzito: tutto questo diventò il segreto sonoro di una delle chitarre più riconoscibili del rock americano degli ultimi trent'anni.

Trey Anastasio, chitarrista e anima dei Phish, autore di oltre 150 canzoni originali per la band e collaboratore di orchestre sinfoniche da New York a Los Angeles, ha costruito parte della sua leggenda proprio su quel delay. Il suo "Funk Siren", quella sirena funky che entra nelle sue improvvisazioni come un ospite inatteso e geniale, deve molto al DM2000. Keeley lo sa bene, e ha deciso di rendere omaggio a quella storia costruendo qualcosa di nuovo a partire da quell'eredità.


Il Keeley RK2000 Funk Siren Delay è la prima riedizione in formato pedale del DM2000. Non una versione approssimativa o un'imitazione di maniera: Keeley ne ha ricostruito l'architettura a 12 bit, ha preservato il carattere di quella modulazione drammatica e ha aggiunto tutto quello che un musicista moderno si aspetta di trovare. Il segnale dry resta completamente analogico, come si conviene a chi non vuole compromessi sul suono diretto, mentre la voce del delay è digitale, con tutte le possibilità che questo comporta.

La modulazione del RK2000 è uno dei suoi punti di forza più immediati: si va dal warble sottile, quello che aggiunge solo un filo di movimento ai riverberi, fino agli effetti più estremi che ricordano un nastro che rallenta o accelera su se stesso. Una macchina da paesaggi sonori, capace di trasformare anche solo un secondo di suono in qualcosa di molto più ampio e narrativo. La funzione Hold permette di congelare il suono in loop infinito, aprendo un mondo di possibilità ambient che vanno ben oltre il contesto funky-rock da cui questo pedale viene.

Sul fronte della praticità, Keeley non si è tirato indietro. Cinque preset interni, ma con pieno supporto MIDI si arriva a 127. Ingresso per pedale expression, bypass selezionabile tra True Bypass e Silent Buffered Bypass, remote switching per gestire Hold e Modulazione da un pedale esterno. Delay ping-pong con pitch shifting. Connessioni stereo complete, sia in ingresso che in uscita. Un pedale che tiene testa a qualunque setup, dal più semplice al più strutturato.

Quello che colpisce, alla fine, è la coerenza del progetto: Keeley non ha semplicemente “coverizzato” la leggenda del DM2000, l'ha smontata, studiata, capita e riassemblata con la cura di chi non vuole limitarsi a copiare, ma vuole elevare il livello senza snaturare l’ispirazione. Il risultato è un pedale che porta nella pedalboard di chiunque quella voce, senza bisogno di andare alla caccia un rack vintage sui mercatini.

La sirena funky canta adesso, e lo fa su ogni pedalboard che abbia il coraggio di farla salire a bordo. I rivenditori italiani hanno già disponibili le prime unità: vai a cercarla dal tuo rivenditore di fiducia, mettici le mani sopra e lascia che sia lei a spiegarsi da sola!

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